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La voce degli Onesti

Ogni mercoledì potrete inviarci, dopo esservi registrati nel sito, delle segnalazioni nella sezione ‘contatti’ che riterrete importanti. 
Potrete sia condividere con noi vostre esperienze personali, che potranno fare da spunto alla parte narrativa, sia fatti di cronaca a voi vicini che permetteranno la realizzazione di uno o più articoli da parte della nostra giornalista (Gabriella Ronza), che usciranno il week end della settimana stessa.
La rubrica si chiamerà ‘La voce degli Onesti’ per dare la parola anche a coloro che, normalmente, non vengono ascoltati.
Se avete qualsiasi dubbio contattateci anche privatamente e vi spiegheremo.
Vi aspettiamo!

07/09/2019, 07:30

universale



I-Disinnamorati-siamo-noi?-Dal-libro-di-Frank-Iodice-una-riflessione-sui-sentimenti.


 



Mercoledì sera di inizio settembre, sulfinire di un giorno di lavoro, tra scartoffie e questioni di ufficio, siamosorpresi dal suono di una notifica della casella postale.
Ad arrivare è un’email che ha il sapore diuna lettera, una segnalazione che ha il timbro di una proposta senza pretese.
La mano che l’ha digitata è quella diFrank Iodice, autore dal sangue partenopeo che, da circa vent’anni, vive tra laFrancia e gli Stati Uniti.
Si tratta di uno scrittore che parla aculture diverse (i suoi libri sono stati infatti tradotti in inglese, francese,spagnolo e portoghese), ma con il linguaggio universale dell’amore.
È proprio sull’amore che si vuole esprimereo forse su ciò che amore non è.
Lo fa citando il suo ultimo romanzo, "Idisinnamorati", edito in Italia da Eretica Edizioni.
"Vi scrivo da Cruseilles, - ci dice inizialmente-, un piccolo paesino dell’Alta Savoia, in Francia, dove vivo con la miabellissima bambina, Matilda, e i miei libri, tantissimi libri, così tanti cheogni tanto ne porto un po’ in biblioteca per ’fare spazio’, solo un po’altrimenti mi sentirei un senzatetto, perché come diceva quel filosofo di cuinon ricordo il nome, dove ci sono i tuoi libri c’è la tua casa...".
Ci racconta, poi, che la sua storia ha dueprotagonisti che vivono disamore, abbandoni, ma anche speranze (dipende dallettore e dalla sua visione dei fatti).
La nostra immaginazione vaga versosentimenti che conosciamo bene, mentre leggiamo le parole scorrere una dopol’altra.
Non possiamo fare a meno di essernecatturati, tanto da sviluppare una riflessione, antica quanto contemporanea,sulla consistenza dei sentimenti.
Chissà quanti vivono la realtà dei due protagonisti,Antonino e Anisetta, che sono obbligati a confrontarsi con un sentimento chesembra il contrario di se stesso.
"Questa - leggiamo nel comunicato - è unasensibile trattazione sul tema dell’incomunicabilità, una riflessionesull’impossibilità di comprendere nel profondo anche l’anima di chi ci è piùvicino. Antonino e Anisetta sono il simbolo dell’amore che conosce ostacoli,degli amanti che non sanno affrontare il futuro stretti l’uno all’altra".
E ancora: "La storia di Antonino eAnisetta rispecchia quella di tante coppie che non hanno avuto la forza o lavolontà di costruire un rapporto profondo; nel romanzo il letto che i duedividono è il simbolo potente del legame fisico che non si protrae in quelloemotivo. Il letto diventa quindi terra di contatti fugaci e appassionati, perpoi trasformarsi in un continente spezzato in due, che li allontana e lidivide. Entrambi giacciono insonni nella notte a osservare le strane geometriedel soffitto, incapaci di comunicare, di comprendersi".
L’immagine del letto che divide (quasici fosse una "tristaniana" spada nel mezzo) e unifica è un’immagine quotidianache accompagna la veglia e i sogni di molte coppie.
Coppie che devono affrontareun’incomprensione latente eclissata da un sentimento ancora presente o, spesso,dalla fede in un sentimento ormai sopito.
Sperare che ci sia ancora amore è giàil preludio della fine del sentimento? La speranza è la morte dell’amore?
Il dramma dell’amore è quello diessere un sentimento contraddittorio, chiaro ed enigmatico. 
La sua stessa luce palesa le lordure della vitadegli amanti, tanto che questi finiscono per esserne spaventati e chiudersiaffinché il sentimento li illumini il meno possibile.
È questa la verità inaccettabile?
Non sappiamo se il nostro lettore eautore Frank ha trovato le risposte a queste domande, ma sappiamo che è sempreun bene porsele.
Ancor di più se lo si fa attraverso unlibro di cui, siamo sicuri, finiremmo per "innamorarci".
Dopotutto, la lettura non contempla"disinnamorati"...

Gabriella Ronza


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