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Narrativa

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Questa sezione sarà dedicata alla narrativa.

Ogni settimana verranno trattate tematiche differenti, alcune delle quali potranno anche essere segnalate da voi. Il mercoledì, infatti, potrete mandarci le vostre storie, che potrebbero essere scelte come base per i testi.

I temi saranno scelti anche in base ad avvenimenti che, nel quotidiano, smuovono la società.

La scelta di questa sezione è nata sulla convinzione che la lettura -e la letteratura più in generale- sia il fondamento dell’esistenza e che aiuti l’uomo ad aprire la mente a nuovi orizzonti o a scoprire interpretazioni diverse del medesimo pensiero.

Infatti, come scriveva Pavese, “Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”.

 

 

 

12/11/2019, 16:01

L'amore e il tempo



Fidati-di-me


 



Fidati del tempo
concesso alle mie mani.
Fidati del fuoco,
che non esce dagli spari.
Quei mostri senza faccia
siedono lontano.
Della prosa del mondo, 
son lettori in modo umano.

Fidati del braccio,
che cinge la tua spalla.
Fidati degli occhi,
d’ogni lacrima assai calda.
Quei cuori senza amore,
siano emblema di passato.
Sia livido il dolore,
di un futuro ritrovato.

Combatti senza sosta,
fidati dell’atto,
della parola fai poesia
ma fidati di me.

Francesco Lisbona
11/11/2019, 06:01

L'amore e il tempo



Il-“per-sempre”-dei-“per-ora”


 



Ero appena sceso di casa e avevo la testa aggrovigliata nelle mille cose che avrei dovuto ancora fare prima di sera.
Comprare l’acqua, cucinare la cena, finire l’ultimo romanzo di Aciman, che avevo iniziato da poco ma che non mi aveva preso granché.
Divagavo.
Poi li ho visti, proprio a due passi da me.
Si reggevano l’un l’altro e si sussurravano qualcosa in modo fitto.
Erano paradossalmente giovani.
"Ti reggo" le ha detto lui.
Camminavano piano e l’uno si adattava palesemente all’andatura dell’altra.
Barcollavano spesso ed erano lenti.
Eppure non riuscivo a superarli. 
Rallentai.
Pensai che a tenerli stretti non doveva essere il freddo ma l’appartenenza.
Lei si reggeva a lui e lui la teneva stretta quasi a tener stretto se stesso.
Erano così belli da farmi vincere il timore di vederne una tenerezza che non è facile da riconoscere e troppo spesso viene confusa con la pena.
Se è vero che l’amore non unisce, bensì spacca, allora quei due negli anni avevano imparato quali fossero i propri luoghi di confine e avevano affinato gli spigoli fino a renderli punti di contatto.
Chissà quante storie avrebbero potuto raccontare nel loro andamento lento, chissà quanto suolo avevano calpestato i loro passi, dapprima rapidi e distanti, poi sempre più traballanti e vicini. 
Chissà quando l’amore era diventato abitudine e poi protezione. 
Chissà quanta vita era passata nell’infinito dei loro momenti.
Avrei voluto chiederglielo, ma non mi avrebbero capito. Perché certe cose quando le vivi sono diverse rispetto a quando le pensi.
Gli amori non durano cinquant’anni solo per pazienza e fortuna, ci vuole anche una buona dose d’ambizione e arroganza.
Il ’per sempre’ è una bugia raccontata nelle favole, ma può diventare realtà se viene combattuto col ’per ora’.
L’attimo è l’unico modo che abbiamo per rincorrere le varie tappe dell’età senza perderci in qualcuna.
Ma, nonostante tutto, loro erano lì: a camminare piano su un marciapiede, stretti forte come legati dall’eterna paura che qualcosa, prima o poi, avrebbe potuto dividerli. 
Il lavoro, la noia, il tempo, il destino, la morte.
Eppure, in quell’immagine così lontana dal caos e dal disordine dei sentimenti moderni -che di caos e sentimenti ne avrà memoria e vittoria-, loro hanno già vinto e forse non lo sapranno mai o forse l’hanno sempre saputo.

Francesco Lisbona
10/11/2019, 07:01

universale



“Io-sono-Giorgia”,-il-discorso-che-fa-impazzire-il-web-diventa-un-momento-di-riflessione


 



Ha destato scalpore einnumerevoli parodie il discorso di Giorgia Meloni, leader di Fratellid’Italia, sul palco di piazza San Giovanni a Roma, in occasione dellamanifestazione del centrodestra unito, voluta dall’ex vicepremier MatteoSalvini.
La Meloni tratta dapprima il temadell’immigrazione con palese demagogia, tendendo a risaltare la questionedell’immigrazione clandestina, sorvolando su argomenti ancora spinosi cheriguardano il perché dell’immigrazione, le masse sfortunate degli esuli o deinaufraghi in mare e, in seguito, si scaglia contro la comunità lgbt, anche inquesto caso mostrando un atteggiamento demagogico,  concentrandosi sulla dibattuta questione"genitore 1" e "genitore 2" delle carte d’identità dei minorenni. 
"Adesso parlano ovviamente - dicela Meloni - di togliere la dicitura ’padre’ e ’madre’ dai documenti, perché lafamiglia è un nemico, l’identità nazionale è un nemico, l’identità di genere èun amico, tutto ciò che ci definisce è un nemico. È il gioco del pensierounico, ci devono togliere tutto quello che siamo perché quando non avremo piùun’identità e non avremo più radici saremo privi di consapevolezza e incapacidi difendere i nostri diritti".
La Meloni così dimentica cheun’identità la comunità lgbt ce l’ha già e che quest’ultima scuote le masseproprio per la consapevolezza e la volontà di difendere i propri diritti. 
"Vogliono che siamo genitore 1,genitore 2, genere lgbt, dei codici, ma noi non siamo dei codici, noi siamopersone e difenderemo la nostra identità" dice ancora.
Il pezzo successivo è quello cheha scatenato più polemiche e parodie, remixato in modo da renderlo quasi unahit ballabile.
"Io sono Giorgia, sono una donna,sono una madre, sono cristiana, non me lo toglierete".
Etichette anche queste sipotrebbe obiettare, forse più accettate perché di lunga tradizione?
Il tema è caldo, le segnalazioniricevute in merito sono numerose, ma non riusciamo ad approcciare a questi temicon la stessa superficialità di alcuni leader.
Le etichette non ci turbano,purché ognuno sia libero di scegliersele.
Oltretutto un’etichetta non può enon deve destituire le altre.
Perché un membro della comunitàlgbt, per esempio, non dovrebbe essere inglobato nel concetto di "cristianità"o di donna, se si sente tale?
Il pensiero unico si esprimenella non possibilità di valicare quelle etichette o di unirle, rendendolesfumature di un soggetto. Sfumature che tra l’altro non descrivono tutta lacomplessità dell’animo umano.
Noi siamo la fragilità, siamodonne e uomini, siamo ragazzi di nuova generazione che hanno fatto voto allagiustizia, siamo di profonda formazione cristiana e non ce lo toglierete perchénon si può sottrarre ciò, né nessuno avrebbe interesse a farlo.
La comunità lgbt è sempreesistita, fin dai primi passi dell’uomo, ma non è divenuta parte di un’identitàper quel "pensiero unico", che oggi i complottisti o, in generale, alcunigruppi imputano a coloro che chiedono un rinnovamento.
La vera prova dell’epocacontemporanea sarà quella di non passare da un "pensiero unico" a un altro,come alcuni fomentatori vogliono farci credere.
Di non destituire un valore infavore di un altro. L’epoca contemporanea deve dimostrare che tutte leetichette possono coesistere senza prevaricare e che, una volta compresa questapossibilità, possano decadere insieme e rendersi tutte caratteristichedell’umanità.

Gabriella Ronza


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