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Poetica

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Questa sezione sarà dedicata alla poesia.

La scelta di affiancare la poetica alla narrativa nasce dal fatto che troppo spesso il mondo dei versi e della metrica è stato esulato dai più, soprattutto in Italia, perché considerato per pochi. Contestualizzandole a brani, video e spiegazioni, ci auguriamo siano di più facile comprensione o che siano avvicinabili anche per coloro che normalmente vedono la poesia come un mondo poco adatto a sé o alla propria interiorità.

Le tematiche saranno le stesse che caratterizzeranno la settimana di riferimento.

Perché se è vero, come affermava la Merini, che i poeti sono molto più sensibili delle persone normali e per questo soffrono molto di più, è altrettanto vero che fare di questa sofferenza un fuoco può dare all’umanità chiavi di lettura differenti ma importanti.

“Che cos’è un poeta? Un uomo infelice che nasconde profonde sofferenze nel cuore, ma le cui labbra sono fatte in modo che se il sospiro, se il grido sopra vi scorre, suonano come una bella musica.”

(Søren Kierkegaard)

 

 

10/11/2019, 07:01

universale



“Io-sono-Giorgia”,-il-discorso-che-fa-impazzire-il-web-diventa-un-momento-di-riflessione


 



Ha destato scalpore einnumerevoli parodie il discorso di Giorgia Meloni, leader di Fratellid’Italia, sul palco di piazza San Giovanni a Roma, in occasione dellamanifestazione del centrodestra unito, voluta dall’ex vicepremier MatteoSalvini.
La Meloni tratta dapprima il temadell’immigrazione con palese demagogia, tendendo a risaltare la questionedell’immigrazione clandestina, sorvolando su argomenti ancora spinosi cheriguardano il perché dell’immigrazione, le masse sfortunate degli esuli o deinaufraghi in mare e, in seguito, si scaglia contro la comunità lgbt, anche inquesto caso mostrando un atteggiamento demagogico,  concentrandosi sulla dibattuta questione"genitore 1" e "genitore 2" delle carte d’identità dei minorenni. 
"Adesso parlano ovviamente - dicela Meloni - di togliere la dicitura ’padre’ e ’madre’ dai documenti, perché lafamiglia è un nemico, l’identità nazionale è un nemico, l’identità di genere èun amico, tutto ciò che ci definisce è un nemico. È il gioco del pensierounico, ci devono togliere tutto quello che siamo perché quando non avremo piùun’identità e non avremo più radici saremo privi di consapevolezza e incapacidi difendere i nostri diritti".
La Meloni così dimentica cheun’identità la comunità lgbt ce l’ha già e che quest’ultima scuote le masseproprio per la consapevolezza e la volontà di difendere i propri diritti. 
"Vogliono che siamo genitore 1,genitore 2, genere lgbt, dei codici, ma noi non siamo dei codici, noi siamopersone e difenderemo la nostra identità" dice ancora.
Il pezzo successivo è quello cheha scatenato più polemiche e parodie, remixato in modo da renderlo quasi unahit ballabile.
"Io sono Giorgia, sono una donna,sono una madre, sono cristiana, non me lo toglierete".
Etichette anche queste sipotrebbe obiettare, forse più accettate perché di lunga tradizione?
Il tema è caldo, le segnalazioniricevute in merito sono numerose, ma non riusciamo ad approcciare a questi temicon la stessa superficialità di alcuni leader.
Le etichette non ci turbano,purché ognuno sia libero di scegliersele.
Oltretutto un’etichetta non può enon deve destituire le altre.
Perché un membro della comunitàlgbt, per esempio, non dovrebbe essere inglobato nel concetto di "cristianità"o di donna, se si sente tale?
Il pensiero unico si esprimenella non possibilità di valicare quelle etichette o di unirle, rendendolesfumature di un soggetto. Sfumature che tra l’altro non descrivono tutta lacomplessità dell’animo umano.
Noi siamo la fragilità, siamodonne e uomini, siamo ragazzi di nuova generazione che hanno fatto voto allagiustizia, siamo di profonda formazione cristiana e non ce lo toglierete perchénon si può sottrarre ciò, né nessuno avrebbe interesse a farlo.
La comunità lgbt è sempreesistita, fin dai primi passi dell’uomo, ma non è divenuta parte di un’identitàper quel "pensiero unico", che oggi i complottisti o, in generale, alcunigruppi imputano a coloro che chiedono un rinnovamento.
La vera prova dell’epocacontemporanea sarà quella di non passare da un "pensiero unico" a un altro,come alcuni fomentatori vogliono farci credere.
Di non destituire un valore infavore di un altro. L’epoca contemporanea deve dimostrare che tutte leetichette possono coesistere senza prevaricare e che, una volta compresa questapossibilità, possano decadere insieme e rendersi tutte caratteristichedell’umanità.

Gabriella Ronza


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