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Poetica

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Questa sezione sarà dedicata alla poesia.

La scelta di affiancare la poetica alla narrativa nasce dal fatto che troppo spesso il mondo dei versi e della metrica è stato esulato dai più, soprattutto in Italia, perché considerato per pochi. Contestualizzandole a brani, video e spiegazioni, ci auguriamo siano di più facile comprensione o che siano avvicinabili anche per coloro che normalmente vedono la poesia come un mondo poco adatto a sé o alla propria interiorità.

Le tematiche saranno le stesse che caratterizzeranno la settimana di riferimento.

Perché se è vero, come affermava la Merini, che i poeti sono molto più sensibili delle persone normali e per questo soffrono molto di più, è altrettanto vero che fare di questa sofferenza un fuoco può dare all’umanità chiavi di lettura differenti ma importanti.

“Che cos’è un poeta? Un uomo infelice che nasconde profonde sofferenze nel cuore, ma le cui labbra sono fatte in modo che se il sospiro, se il grido sopra vi scorre, suonano come una bella musica.”

(Søren Kierkegaard)

 

 

21/10/2019, 06:01

Il futuro



Venti-dal-futuro


 



Corremmo come se nonavessimo gambe ma ali.
Giungemmo a casa sua nel giro di pochi minuti,aprimmo la porta e la trovammo seduta sul divano.
Sempre lì, sempre la stessa, chiusa nel suomondo, accerchiata dalla vita per cui aveva rinunciato a tutto, nel suosplendido tailleur blu scuro.
Matteo cadde ai suoi piedi con le lacrime agliocchi.
Lei lo guardò e gli accarezzò dolcemente ilvolto.
«Lui è morto, vero?» le domandò con gli occhipieni di paura. 
«Figlio mio, ricorda che nessun uomo muore maise continua a vivere nella mente di chi lo ama. Riempi i vuoti con la memoria ei silenzi con i tuoi ricordi migliori. Adesso andate, correte. La fine èvicina.»
«E tu cosa farai?» le chiesi «Seguici, da solanon ce la farai mai.»
«Ho fatto il mio dovere e ho vissuto la miavita, ma adesso è l’ora di dire basta. Non permetterò a nessuno di decidere lamia sorte. Sono e sarò sempre artefice del mio destino. Ho scritto per tutta lavita e scriverò anche questo epilogo. Lasciatemi ai miei ricordi, alle miefoto, alle mie parole scritte su quei fogli bianchi, che mi hanno arricchito edistrutto, a seconda dei tempi. Ripercorrerò i miei anni e con essi metterò ilmio punto alla mia più bella composizione: la mia vita. Voi però dovete vivereper me, lasciatemi nel vostro cuore e io non lascerò mai voi. Ma ora andate,via!» 
La sua mano librò nell’aria e le foto preserovita, la stanza si riempì di figure e di luoghi.
I suoi ricordi stavano prendendo il sopravventosul presente, lei ci guardò commossa e prese la mano del giovane ragazzo ingiacca e cravatta di qualche decennio prima.
Cominciarono a ballare.
Non avevamo alcuna possibilità di convincerla,il suo sguardo era duro e sicuro. Riaprimmo la porta e ci lasciammo alle spallela donna più coraggiosa e sensibile che avessimo mai conosciuto. 
Portar via Matteo non fu semplice, non avrebbeabbandonato sua madre. 
Ma la conosceva abbastanza da sapere che nonc’era alternativa. 
Aveva deciso di morire come era vissuta: liberae ricolma delle sue emozioni più intense. 
Ci salvammo in pochi e ci dirigemmo sull’altropianeta che era stato preparato da tempo. 
La prima Era degli uomini giunse alla fine.

Francesco Lisbona


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