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Poetica

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Questa sezione sarà dedicata alla poesia.

La scelta di affiancare la poetica alla narrativa nasce dal fatto che troppo spesso il mondo dei versi e della metrica è stato esulato dai più, soprattutto in Italia, perché considerato per pochi. Contestualizzandole a brani, video e spiegazioni, ci auguriamo siano di più facile comprensione o che siano avvicinabili anche per coloro che normalmente vedono la poesia come un mondo poco adatto a sé o alla propria interiorità.

Le tematiche saranno le stesse che caratterizzeranno la settimana di riferimento.

Perché se è vero, come affermava la Merini, che i poeti sono molto più sensibili delle persone normali e per questo soffrono molto di più, è altrettanto vero che fare di questa sofferenza un fuoco può dare all’umanità chiavi di lettura differenti ma importanti.

“Che cos’è un poeta? Un uomo infelice che nasconde profonde sofferenze nel cuore, ma le cui labbra sono fatte in modo che se il sospiro, se il grido sopra vi scorre, suonano come una bella musica.”

(Søren Kierkegaard)

 

 

12/10/2019, 07:30

universale



Antisemitismo-in-Germania:-la-strage-che-ci-fa-riflettere


 



È la notizia calda degli ultimigiorni.
Si tratta dell’attentato avvenutomercoledì 9 ottobre ad Halle, nella Germania dell’est, che è costato la vita adue persone.
Il killer ha sparato per ben 35minuti con una telecamera sulla testa, trasmettendo l’attacco in diretta sulweb.
L’attentatore è un uomo dinazionalità tedesca di 27 anni, Stephan Balliet.
Pericoloso antisemita, ha apertoil fuoco davanti a una sinagoga nel quartiere di Paulus e, in seguito, halanciato una granata contro un cimitero.
Durante l’attacco avrebbe urlatola fatidica e terribile frase: "Gli ebrei sono la radice di tutti i mali".
Gli ebrei, tuttavia, non sarebberogli unici "nemici" di Stephan. Dopo aver negato l’olocausto, ha elencato unaserie di categorie negative come le femministe, colpevoli di aver fatto calareil tasso di natalità occidentale, e gli immigrati.
All’interno della sinagoga, almomento dell’attentato, c’erano 80 persone, secondo quanto dichiara MaxPrivorozki, presidente della comunità religiosa ebraica di Halle, mal’assalitore non sarebbe riuscito ad entrare.
Ha dovuto quindi ripiegaresull’esterno, uccidendo una passante e un uomo che mangiava un kebab.
In pratica, si è sfiorata unavera e propria strage.
Ad avvalorare le ipotesiantisemite, ma anche neonaziste, oltre alle parole di Stephan, ascoltate daalcuni, vi è la scelta del momento: l’attentato è avvenuto nel giorno dello YomKippur -Giorno della Riconciliazione- importantissima festività ebraica.
Le affermazioni dell’attentatoresono altamente emblematiche.
Ci ricordano, con la potenza diun dolore che ha il peso della paura, che la storia dell’uomo torna a far pauraogni volta che ci si dimentica di lei.
Stephan era ed è un negazionista,cioè appartiene a quei gruppi di persone che negano la veridicitàdell’Olocausto, accettando soltanto la tesi dell’interdizione nei campi diconcentramento.
L’Olocausto sarebbe, secondoquesti, la giustificazione internazionale per la costituzione dello Stato diIsraele nel dopoguerra e per i crimini commessi dagli eserciti e governiAlleati durante la Seconda guerra mondiale.
Questa ipotesi complottista, cometante altre degli ultimi tempi, è rappresentativa di una dannosa sfiducia nellastoriografia ufficiale.
Il neoantisemitismo farebbe levasulla paura di una supposta "potenza ebraica" che governerebbe il mondonell’ombra con fini perlopiù economici.
Internet è divenuto valvola disfogo e, allo stesso tempo, carburante delle dichiarazioni dei complottistinegazionisti e antisemiti. La diretta di Stephan ne è una prova.
Oggigiorno la caccia "alle streghe" è diventata caccia ai"complotti", determinando nuove forme di ostilità dalle origini antichissime.
La violenza non può e non avrà mai una giustificazione.
Sono passati circa 74 anni dalla fine della morte di milionidi innocenti, ma la gente continua a morire senza motivo.
L’unica vera colpa che pesa su tutti noi è quella di averpermesso, molto spesso per timore di confrontarci con dolori insopportabili oper la volontà di perderci nell’ebrezza della superficialità, che questo mondoperdesse la memoria e perfino il senso. 

Gabriella Ronza


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