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Poetica

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Questa sezione sarà dedicata alla poesia.

La scelta di affiancare la poetica alla narrativa nasce dal fatto che troppo spesso il mondo dei versi e della metrica è stato esulato dai più, soprattutto in Italia, perché considerato per pochi. Contestualizzandole a brani, video e spiegazioni, ci auguriamo siano di più facile comprensione o che siano avvicinabili anche per coloro che normalmente vedono la poesia come un mondo poco adatto a sé o alla propria interiorità.

Le tematiche saranno le stesse che caratterizzeranno la settimana di riferimento.

Perché se è vero, come affermava la Merini, che i poeti sono molto più sensibili delle persone normali e per questo soffrono molto di più, è altrettanto vero che fare di questa sofferenza un fuoco può dare all’umanità chiavi di lettura differenti ma importanti.

“Che cos’è un poeta? Un uomo infelice che nasconde profonde sofferenze nel cuore, ma le cui labbra sono fatte in modo che se il sospiro, se il grido sopra vi scorre, suonano come una bella musica.”

(Søren Kierkegaard)

 

 

05/10/2019, 07:30

universale



Le-barriere-che-non-fanno-paura,-Francesco-racconta-la-sua-voglia-di-vivere-oltre-la-malattia.
Le-barriere-che-non-fanno-paura,-Francesco-racconta-la-sua-voglia-di-vivere-oltre-la-malattia.


 



Francesco ha 37 anni, vive a ViboValentia e ha tanti hobby. Ama il videomaking, la musica e la poesia, haperfino il sogno di raccogliere i suoi scritti in un libro cartaceo.
Inoltre, si interessa diquestioni politiche - con partecipazione attiva di denuncia sociale - tanto chenel 2010 si candidò perfino a consigliere comunale.
La sua passione per la vita èpalpabile e arriva dritta al cuore.
Ma Francesco ha anche qualcosa daaffrontare, qualcosa che rende tutte le attività appena citate estremamentespeciali e degne di nota.
Da anni convive con una patologiaterribile che lo costringe alla sedia a rotelle e a respirare attraverso un ventilatorepolmonare (24 ore su 24): la distrofia muscolare di Duchenne.
Francesco attualmente puòsoltanto muovere due/tre dita della mano per poter manovrare così il joystickdella sedia a ruote elettriche.
È una malattia impietosa eprogressiva a cui non si è riuscito ancora a trovare una cura. Alcunecomplicanze cardiache possono essere gestite con farmaci, ma non basta. Laricerca scientifica è in corso, "ma - ci dice Francesco - in Italia manca unabuona apertura per quanto riguarda la ricerca sulle cellule staminali".
Assistito da mamma e papà, semprepresenti, Francesco si rende conto, però, che "c’è una scarsa assistenzadomiciliare". Per tale motivo si è sempre attivato per far presente il problemae, soprattutto, per denunciare quello, ugualmente pernicioso, riguardante lebarriere architettoniche."In passato - ci racconta convoce roca ma speranzosa - qui nella mia città, tramite i giornali e le TV locali,ho denunciato la non accessibilità alle spiagge pubbliche e alle rampe deimarciapiedi".
"Ho vissuto - continua - una piccolaesperienza politica dal 2007 fino al 2010 come consigliere di circoscrizione. Anchelì portavo avanti queste tematiche. Solo che i consigli di circoscrizionevenivano organizzati inizialmente in un’aula scolastica e poi, negli annisuccessivi, in un hotel.
Purtroppo le riunioni non potevano svolgersi nelpalazzo della circoscrizione in quanto vi erano due rampe di scale che io,naturalmente, non potevo salire. Feci presente che non era giusto non risolvereil problema. Credo che se ci fosse stata più sensibilità da partedell’amministrazione comunale di quegli anni il problema si sarebbe potutorisolvere. Invece, si sono cullati sullo statuto comunale che permetteva difare le riunioni in altre sedi. C’è da dire che negli anni successivinessun’altra amministrazione comunale si è interessata.
Poi, nel 2010 mi sono candidato aconsigliere comunale ma non sono riuscito a essere eletto".
Il tema delle barrierearchitettoniche sembra quello che più lo anima, la lotta per i diritti è perlui importantissima.
Dopo averci parlato di unproblema di assenza di rampe per i marciapiedi e della speranza che la nuovaamministrazione insidiatasi recentemente possa risolverlo, Francesco passa a unmessaggio di speranza per chi come lui deve convivere con la malattia.
"Dovete andare avanti malgrado ledifficoltà di cui si vive giorno dopo giorno. Finché c’è vita c’è speranza. Chivuole accettarti, lo fa anche così come sei, nonostante tu viva una disabilità".
Il suo discorso, che sa più divita che di malattia, non si ferma qui.
"Non mi piace il terminediversamente abile, - ci confessa -. Se proprio si vuole usare un’espressione,è meglio dire: persona con disabilità".
E noi lo confermiamo. Dire"persona con disabilità" ci ricorda che innanzitutto si ha davanti una personae che questa, in quanto tale, in quanto dotata di un’anima come tutte le altre,al massimo ha qualcosa in più, non in meno.
Un "in più" terribile, certo, ma affrontato,come nel caso di Francesco e tanti altri, con indomito coraggio.

Gabriella Ronza


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