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Poetica

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Questa sezione sarà dedicata alla poesia.

La scelta di affiancare la poetica alla narrativa nasce dal fatto che troppo spesso il mondo dei versi e della metrica è stato esulato dai più, soprattutto in Italia, perché considerato per pochi. Contestualizzandole a brani, video e spiegazioni, ci auguriamo siano di più facile comprensione o che siano avvicinabili anche per coloro che normalmente vedono la poesia come un mondo poco adatto a sé o alla propria interiorità.

Le tematiche saranno le stesse che caratterizzeranno la settimana di riferimento.

Perché se è vero, come affermava la Merini, che i poeti sono molto più sensibili delle persone normali e per questo soffrono molto di più, è altrettanto vero che fare di questa sofferenza un fuoco può dare all’umanità chiavi di lettura differenti ma importanti.

“Che cos’è un poeta? Un uomo infelice che nasconde profonde sofferenze nel cuore, ma le cui labbra sono fatte in modo che se il sospiro, se il grido sopra vi scorre, suonano come una bella musica.”

(Søren Kierkegaard)

 

 

23/09/2019, 07:01

Arte



Vittorio-Gotier


 



Quando i buoni propositi lasciano spazio alle idee è lìche nascono follia e genialità.
Lo sapeva bene Vittorio, quarto di cinque figli; poverocome lo si è quando si nasce nella periferia del mondo, ma sognatore.
Vittorio ama l’arte e odia la scuola. Quando i genitoricercano di convincerlo che è importante studiare per vivere, lui scappa einizia a vivere per strada.
Abbandona i famosi buoni propositi e inizia a cercare leidee.
È giovane, ha 16 anni. Ruba dalla biblioteca tutti ilibri di arte che riesce a portarsi via.
Nel lungo pellegrinaggio che lo porterà a vedere i luoghipeggiori della società, quelli in cui i derelitti trovano la propria intimità,incontrerà i compagni di viaggio di chi ha perso la strada di casa: alcool edroga. Beve di tutto, si fa di tutto.
È l’arte a muoverlo, dice, e a dettare le regole diquella vita sregolata. Quando dipinge getta il colore sulla tela come a volersfogare una rabbia che serve ad additare la sorte di averlo illuso con falsesperanze.
Si riconosce in Van Gogh, ne ama i colori e la pazzia. Sifa chiamare Gotier, quasi cercando di unire il suo nome a quello del suo mito.
L’unica cosa che preferisce all’estraneità è la tela. Nonama nemmeno le donne, decide che l’unica sua amante sarà la scala cromatica esceglie di vivere di stenti pur di non abbandonare i suoi quadri.
Li espone perstrada, ma non permette a nessuno di toccarli.
Possono solo guardare.
È eccentrico, trema come una foglia ed è al limitedell’esaurimento nervoso quando si siede al centro di Pazza San Pietro edipinge un Cristo senza volto a grandezza naturale. Finita l’opera, sviene.
Un famoso regista che passa di là riesce a notare lascena prima che gli agenti portino via tutto. Se fosse stato cosciente sisarebbe fatto uccidere piuttosto che permettere loro di toccare la sua opera.
Lo aiuta a uscirne, gli offre ospitalità e organizza unamostra. È stranamente affascinato da quell’uomo dall’età indimostrabile. Haragione: la mostra risulta un successo e i quadri fanno il giro del mondo.
Vittorio è felice perché nessuno può toccarli: sonoprotetti da teche di vetro molto spesse.
L’emozione lo libera dalla morsa ditensione che l’ha attanagliato per 32 anni e lui si accascia lungo una dellepareti della sala, quella su cui è esposto il Cristo.
Morirà pochi giorni dopo a causa di una grave cirrosiepatica, eppure se l’avessero visto nessuno avrebbe riconosciuto Vittorio ilfolle ma solo Gotier il genio.

Francesco Lisbona


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