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Poetica

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Questa sezione sarà dedicata alla poesia.

La scelta di affiancare la poetica alla narrativa nasce dal fatto che troppo spesso il mondo dei versi e della metrica è stato esulato dai più, soprattutto in Italia, perché considerato per pochi. Contestualizzandole a brani, video e spiegazioni, ci auguriamo siano di più facile comprensione o che siano avvicinabili anche per coloro che normalmente vedono la poesia come un mondo poco adatto a sé o alla propria interiorità.

Le tematiche saranno le stesse che caratterizzeranno la settimana di riferimento.

Perché se è vero, come affermava la Merini, che i poeti sono molto più sensibili delle persone normali e per questo soffrono molto di più, è altrettanto vero che fare di questa sofferenza un fuoco può dare all’umanità chiavi di lettura differenti ma importanti.

“Che cos’è un poeta? Un uomo infelice che nasconde profonde sofferenze nel cuore, ma le cui labbra sono fatte in modo che se il sospiro, se il grido sopra vi scorre, suonano come una bella musica.”

(Søren Kierkegaard)

 

 

25/08/2019, 07:30

universale



Veneto-e-musica-tradizionale:-dove-il-tempo-si-ferma


 



Il folclore italiano èindubbiamente affascinante, per quanto molto spesso bistrattato.
Da Nord a Sud, sagre, festepatronali e eventi culturali animano i borghi urbani e rurali, riportandoci aun momento che in realtà non appartiene a nessun tempo, poiché vive nel passatotanto quanto nel presente.
Caratteristico in tal senso è ilrapporto del territorio Veneto con la musica tradizionale. Ogni anno, da unangolo all’altro della regione, centinaia di bande suonano, in feste ericorrenze, sinfonie tra il sacro e il profano.
Ne abbiamo parlato con GuerrinoBertaco, veneto orgoglioso e appassionato musicista, presidente della banda"Attilio Boscato" di Fontanelle di Conco che opera, in particolare,sull’Altopiano di Asiago.
"La banda - ci racconta con tonosommesso, malcelando una certa malinconia - c’era già al tempo delle dueguerre. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’emigrazione che ne seguì, la bandasi sciolse. Nel 1982 si ricostituì con quasi tutti figli e nipoti dei membrioriginari. C’è stato un primo corso con 25 allievi e, poi, anno dopo anno, labanda si è estesa".
"La banda - continua - si chiamacosì in onore del grande suonatore Attilio Boscato, primo maestro del gruppo egrande professionista. Ha suonato fino agli ultimi attimi della sua vita".
 "In 38 anni di attività - ci dice, vertendosul pratico - siamo sempre stati in grado di garantire il corso gratuito atutti i nostri allievi, anche grazie ai componenti della banda più esperti, chehanno compiuto operazioni di vero e proprio volontariato".
"Siamo sempre pronti al servizio’patriottico’. Suoniamo nelle feste popolari, per le marce di tipo religioso e,raramente, anche per l’ultimo saluto ai defunti".
Guerrino ha un tono vibrantequando parla della sua attività. La passione è palpabile, suona da trent’anni.
"Ci crediamo. A volte cirimettiamo anche economicamente, ma non si rimpiange quel che si fa. Avere unabanda che suona ravviva ogni tipo di festa, altrimenti l’occasione sembra’insipida’. Facciamo circa 20 servizi all’anno e la maggior parte fuori paese".
Sull’aspetto economico haqualcosa da dire. "Altre bande, magari, fanno pagare agli allievi i corsi o glistrumenti, noi no. Cerchiamo di garantire corsi gratuiti. Lo possiamo faregrazie alla volontà di tutti. Anzi, a volte, nelle occasioni di festa, quandoci chiamano, preferiamo qualche soldo in meno, ma un rinfresco più sostanzioso.Lo facciamo per far vivere a tutti un bel momento di svago"...
...E di "comunione", aggiungiamonoi, grazie alla sacralità del cibo e della musica.
"Ogni tanto c’è qualche diverbiotra noi, ma sono cose che si superano. L’amicizia in banda è importantissima.Parlo di amicizie vere, anche tra gruppi di bande. Aiutandosi si riesce a faretutto. Sono rapporti sani e necessari".
Arriviamo alla domanda cruciale.
Quando si parla di tradizione, ènaturale cercare di capire il rapporto tra essa e "l’innovazione", in sensopratico: i giovani.
"Noi abbiamo tanti allievi moltogiovani che, ad esempio, frequentano l’università (tant’è vero che perquestioni di impegni abbiamo dovuto spostare i giorni delle prove). Siamosempre riusciti a coinvolgerli, anche cambiando talvolta repertorio. I giovani cheabbiamo tra noi sono assidui e bravi, sono capaci, hanno passione e sono sempreattivi".
Guerrino, però, sa che le cosebelle non durano per sempre, nella sua voce si sente il "dolore" del distacco.Il suo senso del dovere gli impone di passare presto il testimone alle nuovegenerazioni.
"Fino ad ora siamo andati avanticon orgoglio, ma è giunto il tempo di vedere lontano. Si deve dare lasituazione in mano a qualche giovane. Il problema è trovarne uno che si prendal’impegno. È necessario il cambio della guardia".
Noi della Fragilità siamo sicuriche lo troverà.
Il folclore italiano, di cui le bande venetefanno parte, sono un bene prezioso della collettività, non meno importante deisiti Unesco.
Forse se le cose diventanopatrimonio dell’umanità e non solo del singolo o della semplice comunità possonodavvero durare per sempre...
È facile spegnere una candela,molto più difficile è spegnere un incendio.
L’umanità intera che arde per unapassione è più o meno questo.
Un grosso e imperituro incendio.

Gabriella Ronza


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